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La Befana…

Life

La Befana…una brutta,vecchietta dal naso lungo e storto,vestita di pezze e scarpe rotte,a cavallo della sua vecchia scopa,scende giù dai camini per lasciare doni e caramelle ai bravi bambini,un pò di carbone ai più monellini!

L’epifania è la festa dei bambini,dei grandi che con i loro occhi continuano a credere e sognare,è l’attesa impaziente del “giudizio” della vecchietta,i tentativi di rimediare, qualche giorno prima il suo arrivo,ai capricci e monellerie dell’anno trascorso.

…é il giorno della lotteria,il giorno della fortuna,della felicità,il giorno in cui si spengono le luci delle città e rimangono accese quelle delle speranze per un anno ricco di serenità,salute,gioia,pace.

 L’immagine della Befana sembra essere collegata ai Re Magi che si fermarono a chiederle indicazioni per raggiungere Betlemme e il bambino Gesù,invitandola a seguirli, invito che la vecchietta rifiutò…pentitasi del gesto decise di raggiungerli,bussando a tutte le porte che incontrava lungo il suo cammino,lasciando un dono ad ogni bambino,nella speranza che uno di loro potesse essere Gesù.

Io credo nella befana, credo in questa buffa donna che nonostante l’età è una forza della natura,credo in lei e nella sua immancabile presenza, credo nel suo gesto semplice e felice di “donare”,ammiro la sua capacità di saper giudicare e premiare chi lo merita davvero e “punire” con dolcezza, dispetti e monellerie.

Chi sia davvero la befana…non lo so…che sia la moglie,la sorella, un amica di Babbo Natale, che viva al Polo Sud o da qualsiasi altra parte del mondo,non importa, a me piace pensare che esista davvero.

A me piace sognare!

Felice Epifania!

Puoi aver difetti, essere ansioso e vivere qualche volta irritato, ma non dimenticare che la tua vita è la più grande azienda al mondo. Solo tu puoi impedirle che vada in declino. In molti ti apprezzano, ti ammirano e ti amano.
Mi piacerebbe che ricordassi che essere felice, non è avere un cielo senza tempeste, una strada senza incidenti stradali, lavoro senza fatica, relazioni senza delusioni.
Essere felici è trovare forza nel perdono, speranza nelle battaglie, sicurezza sul palcoscenico della paura, amore nei disaccordi.
Essere felici non è solo apprezzare il sorriso, ma anche riflettere sulla tristezza. Non è solo celebrare i successi, ma apprendere lezioni dai fallimenti. Non è solo sentirsi allegri con gli applausi, ma essere allegri nell’anonimato.
Essere felici è riconoscere che vale la pena vivere la vita, nonostante tutte le sfide, incomprensioni e periodi di crisi.
Essere felici non è una fatalità del destino, ma una conquista per coloro che sono in grado viaggiare dentro il proprio essere.
Essere felici è smettere di sentirsi vittima dei problemi e diventare attore della propria storia.
È attraversare deserti fuori di sé, ma essere in grado di trovare un’oasi nei recessi della nostra anima.
È ringraziare Dio ogni mattina per il miracolo della vita.
Essere felici non è avere paura dei propri sentimenti.
È saper parlare di sé.
È aver coraggio per ascoltare un “No”.
È sentirsi sicuri nel ricevere una critica, anche se ingiusta.
È baciare i figli, coccolare i genitori, vivere momenti poetici con gli amici, anche se ci feriscono.
Essere felici è lasciar vivere la creatura che vive in ognuno di noi, libera, gioiosa e semplice.
È aver la maturità per poter dire: “Mi sono sbagliato”.
È avere il coraggio di dire: “Perdonami”.
È avere la sensibilità per esprimere: “Ho bisogno di te”.
È avere la capacità di dire: “Ti amo”.
Che la tua vita diventi un giardino di opportunità per essere felice…
Che nelle tue primavere sii amante della gioia.
Che nei tuoi inverni sii amico della saggezza.
E che quando sbagli strada, inizi tutto daccapo.
Poiché così sarai più appassionato per la vita.
E scoprirai che essere felice non è avere una vita perfetta.Ma usare le lacrime per irrigare la tolleranza.
Utilizzare le perdite per affinare la pazienza.
Utilizzare gli errori per scolpire la serenità.
Utilizzare il dolore per lapidare il piacere.
Utilizzare gli ostacoli per aprire le finestre dell’intelligenza.
Non mollare mai…
Non rinunciare mai alle persone che ami.
Non rinunciare mai alla felicità, poiché la vita è uno spettacolo incredibile!
Augusto Cury

Overjoyed

Irene Nicolosi

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lenticchie portafortuna

Food

Vischio,bollicine e lenticchie non possono mancare la notte di San Silvestro…costi quel che costi un piatto di lenticchie a capodanno va mangiato, perchè portano fortuna e ricchezza, e se dopo la mezzanotte non siete riusciti a mangiarne neanche un cucchiaino perchè non avevate più spazio per altro cibo…siete ancora in tempo per rimediare,preparale e servirle per cena…circa 40 minuti di cottura per un pizzico di fortuna, un piatto gustosissimo, semplice,caldo e ricco di ferro!

400 grammi di lenticchie

2 carote

2 pomodori

1 scalogno

sale e olio evo

sono gli ingredienti necessari

sciacquate le lenticchie con acqua fredda,versatele in una pentola capiente,versate acqua sufficiente a ricoprire tutte le lenticchie e aspettate qualche minuto che l’acqua inizi a bollire

scolatele adesso, riversatele nella pentola con acqua e fate bollire,aggiungete il sale,carote,pomodori e scalogno interi,lasciate cuocere per 40 minuti circa,spegnete il fuoco, versate un filo d’olio e lasciatele riposare per qualche minuto prima di servirle.

A te che sei scaramantico e sai che devi assolutamente mangiarle oggi, a te che non ami tradire le tradizioni,a te che fortuna e  qualche soldino in più anche quest’anno non farebbero male

Buon appetito

&

Felice Anno Nuovo

Overjoyed

Irene Nicolosi

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